Final Fantasy VI
Recensione
Final Fantasy VI è uscito nel 1994 per Super Nintendo e per
allora era un capolavoro di grafica e di giocabilità. Dal punto di vista odierno
la grafica e il sonoro risultano piuttosto obsoleti ovviamente, ma la trama
molto avvincente ve ne farà dimenticare.
E' stato ripubblicato nel marzo 2002 per
PSX completamente ristrutturato sotto l'aspetto grafico e migliorato anche dal
punto di vista sonoro e con l'aggiunta di nuovi filmati in grafica computerizzata.
Da sottolineare il fatto che in questa nuova edizione, una volta terminato il
gioco si attiveranno due nuove aree del menù in cui sarà possibile rivedere
i filmati e anche visitare la galleria con gli artwork originali creati per
il gioco.
Inoltre in giugno 2007 è uscita la versione PAL di "Final Fantasy VI Advance", remake di FF6 per Game Boy Advance.
Final fantasy VI è ambientato mille anni dopo la "Guerra della Magia", una battaglia che portò alla totale distruzione del potere conosciuto come magia. La storia ha per protagonista principale Tina (o Terra, nome originale della prima versione del gioco), una ragazza dai misteriosi poteri, che serve l'Impero di Gastra (Gestahl il nome originario). Lei e due altri soldati imperiali, Wedge e Biggs, vengono incaricati di setacciare le miniere di carbone Narche per trovare un Esper, l'ultimo rimasto intatto dopo 1000 anni dalla fine della guerra. Gli Esper sono creature dai poteri magici, e l'Impero vuole servirsene per i propri piani di conquista del mondo. Una volta trovato l'Esper accade un fatto misterioso: la ragazza, come in trance, entra in contatto con la creatura per poi svenire e perdere la memoria, mentre i due soldati rimangono uccisi. Dopo questi eventi entrerà in scena l'avventuriero Lock per salvare Tina, ritenuta oramai una ribelle agli occhi dell'Impero e braccata dalle guardie della città di Narche. Da lì in poi avrà inizio la corsa contro il tempo per fermare i piani dell'Impero e impedire che la terribile forza della magia si scateni in tutta la propria potenza distruttiva.
Il sistema di crescita dei personaggi è basato sull'equipaggiamento
dei "Magicite", che assomigliano ai "materia" di Final Fantasy VII. Gli
Esper, così si chiamano le evocazioni in questo capitolo della saga, vivono nella terra di nessuno e sono esseri dotati
di incredibili poteri magici. Quando una di queste creature muore, il suo potere
magico si condensa e si cristallizza, creando un magicite. Equipaggiando queste
pietre possiamo imparare diversi incantesimi e anche modificare i parametri del
personaggio (forza, agilità, potenza magica, punti vita massimi, punti magia
massimi...): permettono infatti di ottenere dei bonus al punteggio dei parametri
ad ogni passaggio di livello. Vincendo le battaglie si guadagneranno punti esperienza
e punti magici: una volta totalizzati un certo numero di MP l'incantesimo associato
all'espers equipaggiato viene appreso. Tra le varie evocazioni incontreremo
i classici Shiva, Ifrit, Ramuh, Curbancle, Fenice.... Vi sono inoltre altri
oggetti magici chiamati "relic" che sono in grado di aumentare i parametri
del personaggio che l'ha equipaggiato ed attribuire abilità speciali in modo analogo ai magicite.
Il sistema di battaglia è molto simile a quello dei precedenti
capitoli. Le armi sono intercambiabili ma sono relative alla classe a cui appartiene
personaggio e possono essere usate in base alle abilità apprese. Ogni personaggio ha
delle abilità innate che possono essere utilizzate solo da lui mentre altre
possono essere imparate grazie ai magicite, ai Relic oppure copiandole
dagli attacchi nemici. In questo episodio c'è una grande libertà di movimento
ed è possibile affrontare missioni secondarie o girovagare per il mondo con diversi
mezzi di trasporto tra cui i Chocobo e lo Zeppelin (un dirigibile).
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