FF7 Advent Children

62^ Mostra del cinema di Venezia

Recensione a cura di Frances

Alle ore 00.45 del 31 agosto, nella Sala grande della Mostra Internazionale del cinema di Venezia, è stato proiettato Final Fantasy VII: Advent Children.
L’attesissimo sequel del gioco omonimo uscito nel 1998 per PlayStation, che rivive grazie all’utilizzo di un sistema grafico avanzatissimo, capace di regalare emozioni coinvolgenti agli appassionati e non solo.
Io mi ci sono recata in occasione del mio compleanno: i miei genitori mi hanno accontentato e dopo una marea di difficoltà siamo riusciti ad ottenere i biglietti aerei e per la proiezione. Sono rimasta molto colpita dall’atmosfera da festival che regnava all’interno della fiera. In attesa che giungessero le star, il posto pullulava di persone non solo italiane, ma anche straniere; giapponesi, americani, tutti giunti per ammirare i film presentati quest’anno.
In giro si vedevano gli inviati delle varie reti televisive di tutto il mondo, giornalisti in missione che prendevano appunti su tutto ciò che vedevano e poi io, piccola visitatrice esaltata, che andava da un posto all’altro in attesa che arrivasse l’ora predestinata.
Ed ecco che ad un tratto su di uno schermo gigante appare l’immagine di Cloud durante una scena con Aeris. Aiuto…ma quanto manca?
Alle sette si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione. Sul tappeto rosso hanno iniziato a sfilare attori più o meno conosciuti, mentre una folla traboccante di giornalisti stava ammucchiata nel tentativo di strappare un’intervista o qualche esclusiva…e io? ASPETTAVO L’ORA FATALE!!!
Beh, devo dire che mi è piaciuta molto l’atmosfera. Era pieno di Turks nostrani, omaccioni con giacca e cravatta e occhiali neri…
Ma a voi che interessa? Arriviamo subito all’ora fatale.
Mentre aspettavo di entrare con il biglietto in mano mi batteva forte il cuore e mi si rizzavano i capelli dietro la nuca. In giro c’erano un sacco di appassionati nelle mie stesse condizioni, mentre quei disgraziati non si decidevano a farci entrare!!
Quando alla fine abbiamo preso i nostri posti, sullo schermo è apparsa l’immagine della sala d’ingresso, con delle macchine ferme al bordo del tappeto rosso e le portiere semi aperte…
Sono usciti i doppiatori di Cloud e Tifa, i produttori della Sony ed infine, senza cravatta e con il colletto sbottonato, Tetsuya Nomura in persona.
Il tempo di raggiungere la sala, sorpassando i fan che richiedevano gli autografi, e di prendere i loro posti…che subito vengono sommersi dagli applausi. Vengono presentati da una voce fuori campo e si inchinano, poi la stessa voce annuncia “La 62° mostra del cinema di Venezia presenta: Final Fantasy VII Advent Children”. Le luci si spengono…ed inizia lo spettacolo.
E’ stato a dir poco stupendo. Rivedendo tutti i personaggi di FF7 con un design così tanto rinnovato, mi sono commossa moltissimo. Le pecche grafiche, a mio parare, non esistono. Ogni cosa è curata nei minimi particolari, le espressioni sono mirabolanti i movimenti fluidi e realistici. Beh, non c’è da stupirsi di questo. La Square-enix ci aveva promesso questa qualità grafica e ci ha accontentati.
Sono state molte scelte del regista a rendere il film splendido. Nomura dimostra di sapersi muovere perfettamente nel mondo dei suoi personaggi per stupire e meravigliare il suo pubblico, dando alle scene un tocco epico, romantico e doloroso, commovente ed azzeccato nei momenti giusti.
La storia è molto complessa e presenta numerosi colpi di scena. Nello scoprire chi c’è sotto il mantello bianco, mi è venuto un groppo alla gola e per poco non ho urlato il suo nome facendomi detestare dall’intera sala! Davvero indovinato il modo in cui si svelano i misteri della trama, un metodo capace di far rimanere lo spettatore a bocca aperta.
Advent Children narra ciò che successe due anni dopo FF7. Il Pianeta si è salvato dalla minaccia di Meteor, ma sembra che non ci possa ancora essere pace nella città di Midgar. Infatti una strana malattia legata al Lifestream colpisce soprattutto i bambini, infettandoli con le cellule di Jenova. Anche Cloud, che ora vive insieme a Tifa ed agli orfani e lavora come delivery boy nella “servizio consegne Strife” ne è stato colpito, ma sembra volersi lasciare andare, abbandonando gli amici e affondando nel rimorso di averla persa.
Lo sviluppo è interessante e cattura gli occhi dall’inizio alla fine. I personaggi sono ben caratterizzati anche grazie ad una scelta delle voci originali a dir poco perfetta. Finalmente anche i Turks hanno la loro voce in capitolo, assumendo un ruolo importante, contornato dal loro inconfondibile umorismo.
Unica pecca che ho riscontrato, ma dire che è davvero insignificante è dire poco, sono i combattimenti un po’ troppo frenetici. Ad un’ora così tarda della notte fanno un po’ girare gli occhi, ma niente di rilevante: quando arriverà in Italia avremo gli occhi svegli svegli attaccati allo schermo!
Alla fine, dopo la splendida scena finale (che fa salire le lacrime agli occhi per quanto è bella…!), tutti gli spettatori si sono alzati in piedi ed hanno applaudito il genio di Nomura, che sarà sempre in grado di stupirci.
In conclusione, chi ha amato FF7 morirà di felicità nel vedere questo film e ve lo dice una che lo ha amato eccome. Purtroppo non si può dire lo stesso di chi non conosce la storia del prequel: alcuni critici sono arrivati a considerarlo “il trionfo della grafica, con una storia vuota e priva di significato”. Complice anche la sala di 1700 posti occupata solo per quasi 1/3 e per alcuni è stato etichettato come un flop. Questo mi dispiace davvero molto, perché Advent Children si merita almeno il doppio del successo. Comunque io ho trovato che la trama fosse molto profonda, piena di sentimenti e di verità: l’amore, il rimpianto, la delusione…davvero bello.
Sinceramente non mi piace chi critica in base al numero di posto occupati in sala: se fossimo andati tutti noi del forum di PhoenixDown, forse l’avrebbero considerato un vero successo!
Ma credetemi, Final Fantasy VII Advent Children lo merita, perché è capace di regalarci emozioni che non si provavano dal finale di Final Fantasy X. Stupendo.

Frances

 


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