Genere: Survival horror
Piattaforma: Playstation - Dreamcast - PC
Sviluppatore: Capcom
Anno di uscita: 1999
Tanti anni fa, la definizione di survival horror era sconosciuta. Molti credono che la sua invenzione si debba all'uscita del leggendario Resident Evil per Playstation. In realtà non è esattamente così. Il vero papà dei survival horror è Alone in the dark, un gioco vecchissimo che vedeva la imprese di Edward Carnby, un quarantenne investigatore dell'occulto. Molte delle idee del primo Alone in the dark furono riprese da Resident Evil, persino molte situazioni (avete presente la scena del corridoio dove dei cani mutanti saltavano attraverso delle finestre?). Personalmente, ritengo che la cima massima finora raggiunta nel campo dei giochi horror sia Silent Hill, che si differenzia dagli altri per la capacità di incutere una paura molto più studiata, psicologica, meno "risaputa" di quella di Resident Evil. C'è però un gioco che mi ha incuriosito fin dal momento in cui lo vidi per la prima volta, in un edicola inglese. Dino Crisis. Causa di tale interessamento era la mia sfrenata passione per i dinosauri. Allora ignoravo che si trattava di un gioco horror, ma continuai a cercarlo finchè finalmente non lo comprai. Fin dall'inizio dell'avventura, sarete inseriti in un atmosfera molto angosciante: imprecherete molte volte per le musiche di sottofondo, capaci di mettervi in uno stato d'ansia molto forte. La storia che vi vede protagonisti, ahimè, non è molto originale: impersonerete Regina, membro di una squadra d'elite che viene chiamata per le situazioni di emergenza più gravi. La vostra missione sarà di intrufolarvi in uno stabilimento scientifico per determinare la natura degli esperimenti che vengono condotti li. Il vostro bersaglio principale sarà però il dottor Kirk, dato per morto in un incidente avvenuto tre anni prima. Appena arrivati, si formeranno molti interrogativi. Nel posto non c'è anima viva, manca la corrente a tutto l'edificio e ci sono segni di una sparatoria. Oltre certo ad un corpo divorato fino all'addome. Dopo aver riportato l'energia, un altro compagno sparirà nel nulla, e Regina si renderà conto della presenza di dinosauri nel complesso scientifico. Il debitore della trama di Dino Crisis è chiaro: una squadra speciale mandata in un edificio sperduto e abitato da sinistre presenze, esperimenti genetici andati falliti... Esatto, sostanzialmente si tratta di un Resident Evil con i dinosauri. Un pizzico di originalità in più certo non avrebbe guastato, ma il coinvolgimento è assicurato dal sistema di gioco, che gode di inquadrature poste sapientemente per provocare quanta più agitazione nel giocatore. Anche questo espediente è stato utilizzato più e più volte, ma funziona lo stesso egregiamente. Questo si deve ad una rivoluzione nel comparto grafico, che oltre a poter vantare dei modelli poligonali molto più dettagliati di Resident Evil, si lascia finalmente alle spalle i fondali bidimensionali per puntare su un ambientazione completamente in 3D. Anche i controlli finalmente sono stati aggiornati, e godiamo dell'inserimento di un comando molto utile: il giro su se stessi a 180°, che sarà molto utile quando ci ritroveremo davanti troppi nemici. Mi permetto però di fare un piccolo appunto, che mi era venuto in mente anche giocando a Resident Evil. Sebbene Dino Crisis sia un gioco di paura, e faccia effettivamente paura, a lungo andare si rimane abituati all'atmosfera che ci viene proposta, in quanto esagera con l'apparizione di avversari, che a volte trasforma il tutto in un action game. Non nego che ci siano numerose parti di autentico terrore (la prima apparizione del T-Rex mi ha fatto scappare un urlo), ma, tranne per tutta la prima parte del gioco, in cui assistiamo per la prima volta agli avversari che ci toccherà affrontare, non ho avuto eccessivi problemi ad esplorare il complesso su cui si ambienta il gioco. Una novità che invece ho molto gradito riguarda l'intelligenza dei dinosauri: non abbiamo più a che fare con degli stupidi e lenti zombie che possono essere seminati chiudendo dietro di se una qualsivoglia porta. Qui si fa sul serio: se vi rifugerete in una stanza per evitare un velociraptor, tempo pochi secondi e questo non esiterà a sfondare la porta, e l'unica soluzione sarà di affrontare lo scontro. Occasionalmente avremo delle protezioni attraverso cui i mostri non potranno attaccarci, come delle barriere laser oppure i condotti di areazione, che ci converrà usare per raggiungere parti altrimenti irraggiungibili dell'edificio o per "risistemarci" in occasione di un possibile scontro. Fate attenzione, però: sebbene alcune parti si possano risolvere solo con l'uso della forza (le sequenze "action" che avevo nominato prima), la maggior parte delle volte sarà meglio pensarci su due volte, a causa della scarsità delle munizioni che avremo appresso. Parlando della longevità, non ci si può proprio lamentare: Dino Crisis ci presenta ben tre finali e numerose scelte di gioco che ci verranno poste durante l'avventura. La presenza di numerosi extra inoltre spingerà i fan più accaniti a ricominciarlo più e più volte, magari a difficoltà crescente.
Grafica: 9
Giocabilità: 8
Sonoro: 8
Longevità: 9
Totale: 9
Morale della favola: Dino Crisis è un survival horror ben riuscito, che riesce a correggere e a migliorare i difetti dei primi capitoli della saga di Resident Evil. Purtroppo, essendo eccessivamente debitore del suo famoso predecessore in fatto di plot narrativo e atmosfera, non riesce a spodestare quel capolavoro che è Silent Hill. Puntare sui personaggi potrebbe essere la chiave per il successo.