Genere: Gioco di Ruolo puro
Sviluppatore: BioWare Corp.
Piattaforma: PC Windows, XBOX e PS3
Lingua: Testi e sottotitoli in Italiano, parlato in Inglese
Anno di uscita: Novembre 2009
Sito ufficiale: http://dragonage.bioware.com
Per gli appassionati di giochi di ruolo come me, Dragon Age: Origins è una vera boccata di aria fresca. L'instancabile Bioware, che ci ha regalato giochi del calibro di Baldur’s Gate, Neverwinter Nights e Star Wars Knights of the Old Republic, con Dragon Age torna alle origini dei GDR "puri".
Dragon Age: Origins è ambientato in un mondo fantasy / medievale decisamente maturo, fatto di magia, creature strane ed eterne lotte tra bene e male, ma anche di intrighi di corte, violenza e sesso (giusto per sfuggire alla realtà quotidiana, ma non troppo!).
La trama intricata si basa sulla classica battaglia tra bene e male: la Prole Oscura, guidata dall’Arcidemone, minaccia lo sterminio di tutti i popoli del mondo di Ferelden, solo i Custodi Grigi possono far fronte a questa terribile minaccia, uccidendo l'Arcidemone. Fondato 400 anni prima, l'ordine dei Custodi Grigi è composto da formidabili combattenti il cui compito è quello di stare in prima linea quando arriva il Flagello. Nei panni di una nuova recluta, il nostro personaggio deve compiere un lungo e difficile viaggio per riunire tutti i popoli liberi del Ferelden contro il Flagello imminente.
Anche se la storia può sembrare la tipica trama da GDR, è proprio la componente ruolistica a rendere unica ogni avventura: è possibile tessere una grande rete di relazioni con moltissimi personaggi, relazioni in grado di plasmare la trama a seconda delle decisioni prese. Ogni personaggio del party ha un suo carattere ed una sua identità ben precisi e fa valere le sue opinioni nel corso dell'avventura: in base alle risposte che diamo durante i dialoghi ed in base alle nostre scelte ed azioni possiamo guadagnarci la fiducia dei nostri compagni d'arme, conquistando la loro amicizia e anche il loro amore, oppure possiamo perdere il loro rispetto, facendo sì che abbandonino il gruppo. Per migliorare i nostri rapporti con i personaggi del party possiamo anche fare loro dei regali, acquistandoli presso i commercianti oppure trovandoli in giro. Alcuni tipi di regali sono più graditi da alcuni personaggi in particolare: ad esempio il nano Ogrhen adora la birra, ed in generale tutte le bevande alcolica, quindi apprezzerà molto questi regali. Alcuni regali specifici possono aprire quest secondarie dedicate ad un personaggio. Inoltre, quando l'approvazione di un personaggio sale, questo ottiene dei bonus particolari: maggiore costituzione, o forza, o agilità, o magia... Possiamo stringere amicizie profonde, innamorarci ed avere relazioni sessuali, e non solo etero. L'ampia gamma di risposte disponibili nei dialoghi ci da una grande libertà di scelta. Siamo anche liberi di decidere quali terre visitare ed in che ordine, e molte missioni possono essere completate in 2 o 3 modi diversi, con ripercussioni sul finale. Chiedere l'aiuto del Circolo dei Maghi per salvare il figlio dell' Earle oppure no? Salvare Logain o condannarlo a morte? Accettare l'offerta di Morrigan o no? Ecco alcune delle scelte che dobbiamo affrontare e che influenzano il destino del nostro personaggio e del Ferelden.
La creazione del personaggio, come ogni GDR che si rispetti, è determinante: in base alla razza, alla classe ed al rango sociale, è possibile scegliere fra a sei diverse tipologie di personaggi. Ognuno di essi è caratterizzato da un'introduzione diversa: un intero livello della durata di 2 o 3 ore che serve da tutorial, differente per ogni tipo di personaggio. Terminato l'incipit incomincia la quest principale, comune a tutti i personaggi.
Forse per semplificare un po' la vita ai meno esperti di GDR, Bioware ha messo ha disposizione solo tre razze, Umani, Nani ed Elfi, e tre classi, Guerriero, Mago e Ladro. Ogni classe può poi prendere 2 specializzazioni, una al 7° ed una al 14° livello, un po' come per i multiclasse: i ladro può evolvere in Ranger, Bardo, Assassino e Duellante, il guerriero può specializzarsi in Campione, Templare, Berserker e Distruttore, il mago in guaritore, mago del sangue, mago guerriero e mutaforma. Ogni classe ha delle abilità e caratteristiche proprie che influenzano lo stile di combattimento: il ladro ha prevalentemente abilità furtive che richiedono destrezza e velocità e combatte con arco e frecce oppure doppie armi; il guerriero può specializzarsi nell'uso di spada e scudo oppure armi a due mani ed è dotato di capacità militari che fanno affidamento su forza e costituzione; infine le abilità del mago si basano sulla sua intelligenza e sulle sue arti magiche che possono essere offensive o difensive. Per menzionare qualche abilità: rubare, scassinare, colpire alle spalle, distillare veleni, distillare pozioni, evocare creature, trasformarsi in una creatura, minacciare, provocare, atterrare... Possiamo comandare direttamente i membri del nostro party oppure possiamo assegnare loro dei comandi predefiniti da compiere in caso si verifichino determinate condizioni: tramite il pannello "tattiche" possiamo ad esempio impostare "usa una pozione curativa media se la tua vita scende sotto il 50%", "utilizza difesa con scudo se sei attaccato con armi a distanza", "attacca il nemico più vicino" e così via. Altrimenti possiamo affidarci all'intelligenza artificiale dei personaggi, che comunque è abbastanza buona, e offre già alcune configurazioni di comportamento quali "aggressivo", "prudente", "a distanza" ecc. Per quanto i combattimenti si svolgano in tempo reale, la forte componente tattica che caratterizza gli scontri rende indispensabile mettere spesso il gioco in pausa per pianificare una strategia: è fondamentale avere un party ben bilanciato; la prima cosa da fare è identificare e colpire gli avversari più potenti tra le schiere nemiche; congelare un nemico con la magia e poi ordinare al proprio guerriero di mandarlo in mille pezzi con un colpo possente della spada è un'efficace tecnica per sbarazzarsi rapidamente dei nemici! Nel complesso i combattimenti sono mediamente difficili, e si è spesso costretti a fare un largo consumo di posizioni, impacchi per curare ferite e magie curative. Ad ogni modo, i meno esperti di GDR non dovrebbero trovare eccessive difficoltà impostando il gioco in facile, mentre per quelli abituati a "masticare" giochi ruolo tutti i giorni, i livelli di difficoltà più alta offrono una sfida maggiore.
Oltre a massicce dosi di combattimento, Dragon Age è ricco di mappe da esplorare caratterizzate da una notevole varietà di ambientazioni sia esterne che interne. La mappa del mondo è abbastanza vasta e può essere perlustrata liberamente. Gli elementi ed i personaggi con cui interagire non sono eccessivi, ma io ho gradito questa scelta di Bioware: quando ci sono troppi PNG con cui parlare, o troppe case da perlustrare, la cosa può risultare parecchio dispersiva e monotona. Dragon Age invece va dritto al sodo, senza tanti giri di parole. Sarebbe stato facile per la Bioware aggiungere un bel po' di case da esplorare nelle varie città, con un bel po' di bauli di aprire e qualche PNG che ti riempie di chiacchere inutili, giusto per far girare il giocatore dentro e fuori dagli edifici allungando così la longevità del gioco senza nessuna "vera missione" da compiere (e quindi con meno soddisfazione e meno divertimento). Ma invece non l'hanno fatto, e di questo gli sono grata.
In Dragon Age non c'è l'alternanza tra giorno e notte: quando siamo in giro per il mondo è sempre giorno, quando torniamo all'accampamento è sempre notte. Non è necessario accamparsi o fermarsi alle taverne con regolarità per far riposare i personaggi: i punti ferita vengono recuperati velocemente (quando non si è in combattimento) e le ferite possono essere curate con appositi impacchi. Tuttavia è consigliabile tornare spesso all'accampamento, raggiungibile dalla mappa del mondo, per chiacchierare con i nostri compagni di squadra, con i quali sia aprono sempre nuove opzioni di dialogo che permettono di migliorare o peggiorare i rapporti.
L'interfaccia di gioco ha la classica impostazione da GDR, ed è piuttosto pratica da usare. L'inventario non è particolarmente spazioso purtroppo, però è possibile ampliarlo acquistando degli appositi upgrade reperibili dai commercianti sparsi per il Ferelden. Ogni oggetto nell'inventario occupa uno slot, indipendente dal suo effettivo ingombro (quindi una spada occupa lo stesso spazio di una pozione). Il commercio è piuttosto sviluppato: raccogliere l'equipaggiamento dai cadaveri dei nostri avversari per rivenderlo e comprare nuovo equipaggiamento per i nostri personaggi è piuttosto appagante, anche se purtroppo i soldi non bastano mai... Inoltre è possibile incantare le armi con apposite Rune magiche in grado di aggiungere particolari proprietà ai nostri attacchi. Le Rune possono essere acquistate o trovate, ma incantarle è gratis: basta recarsi all'accampamento dove il nostro mercante di fiducia provvederà alla modifica dell'arma. Le Rune inoltre possono essere rimosse e trasferite su un'altra arma, la quale però deve essere dotata di appositi slot per contenerle.
La forma narrativa di Dragon Age Origins è molto coinvolgente ed appassionante. Durante i dialoghi i personaggi sono tutti senza elmo, cosa che rende molto piacevole gli intermezzi. Alcuni filmati sapientemente intercalati nell'avventura rendono il gioco molto cinematografico per essere un GDR.
Dragon Age Origins non è basato sulle classiche regole di D&D, benchè i principi base siano molto simili: ad esempio i danni delle armi, la protezione fornita dall'armatura, ed il calcolo dei successi / fallimenti delle azioni non rispettano le regole del classico "lancio di dadi" di D&D a cui eravamo abituati con Baldour's Gate. Inoltre non è possibile spaccare i lucchetti con le armi nè aprirli con la magia, ma solo scassinarli con il ladro. Come ho già detto prima, manca l'alternanza tra il giorno e la notte ed i nostri personaggi non hanno bisogno di dormire 8 ore su 24. Le abilità, le classi e le magie presentano parecchie differenze rispetto a quelle dei giochi di ruolo classici. Tuttavia non credo che sia il caso di farne una scenata di gelosia: queste scelte della Bioware semplificano alcuni aspetti del gioco che possono risultare ostici, specialmente ai neofiti del genere, in modo da permettere al giocatore di concentrarsi di più sulla trama e sulle relazioni con i personaggi.
La grafica e le ambientazioni sono molto verosimili: i volti, le espressioni, i movimenti e le mosse dei personaggi durante i combattimenti sono tutti molto realistici, l'equipaggiamento è in perfetto stile medievale, i castelli e le città sono molto convincenti. Il doppiaggio in inglese (corredato di sottotitoli in italiano) è di ottima qualità e l’interpretazione non delude, specialmente nei momenti più intensi della trama. Anche la colonna sonora è molto bella, capace di esaltare le emozioni dell'avventura. Da menzionare il brano "This is War" dei 30 Seconds to Mars, brano utilizzato per il trailer di lancio del gioco. La telecamera è mobile: tramite una comoda funzione di zoom possiamo portarla dietro le spalle del personaggio controllato oppure allontanarla trasformandola in una più classica visuale dall'alto.
Il gioco è molto longevo: contando anche le quest secondarie dura almeno un'ottantina d'ore. In più, Bioware ogni tanto rilascia dei DLC con missioni aggiuntive. Non posso non menzionare "Il prigioniero di pietra" che permette di ottenere un nuovo personaggio, il golem Shale, con alcune missioni secondarie.
Espansione Dragon Age: Awakening
E da poco è uscita l'espansione "Dragon Age: Awakening" che prosegue la storia dopo il finale di Origins, permettendo di aumentare ulteriormente di livello ed ottenere una terza specializzazione per ogni personaggio. Se il nostro personaggio non è morto durante Origins, possiamo importarlo per giocare Awakening, in caso contrario possiamo anche crearci un nuovo personaggio. L'avventura è ambientata in una nuova zona, che non fa parte della mappa di Origins. La storia inizia con la nomina del nostro protagonista a comandante della Fortezza della Veglia, antico baluardo dei Custodi Grigi contro la Prole Oscura. Tra le varie novità, presso la Fortezza abbiamo il nostro baule, dove lasciare tutti gli oggetti che non usiamo abitualmente ma che non vogliamo vendere. Inoltre è possibile acquistare dei "manuali della concentrazione" che permettono di redistribuire tutti i punti, rifacendo tutti i passaggi di livello: questo è davvero comodo perché possiamo spendere i punti abilità facendo scelte più mirate, creandoci il nostro party come vogliamo. Inoltre è stata aggiunta la possibilità di incantare le armature, e non più solo le armi. Sono state aggiunte anche nuove abilità, come creazione delle rune, nuove magie e nuove capacità offensive. Il nostro party verrà rinnovato quasi completamente con nuovi personaggi, reclute dei custodi grigi. Questo addons è sufficientemente longevo (circa 30 ore) e la storia è avvincente e ricca di scelte, all'altezza di Origins. L'unica cosa di cui ho sentito la mancanza sono i dialoghi con i personaggi, che sono molto meno frequenti rispetto a Origins. Nel complesso, come espansione mi sento di consigliarla, ma non confondetela con un seguito vero e proprio.
Concludendo...
In poche parole, Dragon age è un GDR che non delude gli appassionati del genere. Se siete dei neofiti, è sicuramente l'occasione giusta per entrare nel mondo dei GDR senza dover impazzire a calcolare lanci di dadi. Anche se alcuni appassionati di GDR classici (come Planetscape Tormet o Baldour's Gate) hanno criticato la Bioware per aver sacrificato le regole di D&D a favore di una maggiore semplicità e giocabilità, lo scopo di un videogames è divertire, e Dragon Age saprà certamente regalarvi un'avventura epica veramente appassionante e divertente.
Grafica: 9
Giocabilità: 9
Sonoro: 9
Longevità: 10
Trama: 10
Totale: 9
