Genere: Azione - Avventura
Piattaforma: Playstation 2 - Xbox - PC
Sviluppatori: Black Label Studios
Anno di uscita: 2002
Lingua: Italiano
E' probabile che molti di voi non conoscano le origini di questo titolo. Dovete
sapere che la prima apparizione de La Cosa risale ad un film degli anni 50.
Esso narrava di una squadra di ricercatori nel Polo Nord che per disgrazia entrano
in contatto con un entità aliena, capace di assumere le sembianze di
tutti quelli che lo circondano. Lo sviluppo del film si basava sullo spaccato
fra ricercatori e militari: i primi con l'intenzione di studiarlo, gli altri
con l'intenzione di distruggerlo. L'idea era molto originale, specie per l'epoca,
ma la visualizzazione del mostro era veramente basilare, e toglieva molta suspance.
Questo contesto fu quindi ripreso da uno dei più grandi registi dell'horror
contemporaneo, ovvero John Carpenter. La trama di questo nuovo "La Cosa"
parlava di una squadra di esploratori situata nell'Antartico, che un giorno
entra in conflitto con un team di colleghi svedesi. Questi tentano dapprima
di uccidere con qualunque mezzo un cane lupo che corre verso il centro americano,
ma, fraintesi, vengono colpiti e uccisi dal team americano. Ignari delle loro
intenzioni, accolgono il cane nello stabilimento, mentre due membri del gruppo
vanno in ricognizione nel centro svedese. Li è avvenuto un disastro:
l'edificio è completamente raso al suolo, ci sono cadaveri dappertutto
e una strana vasca di ghiaccio viene rinvenuta. Quando i due tornano al centro
americano, le cose cominciano ad andare storte anche li: il cane si rivela per
quello che è, ovvero un entità aliena che prende il possesso di
tutti gli altri cani da slitta e anche di un membro del team. Il problema è
che La Cosa riesce a mimetizzarsi perfettamente in qualsiasi corpo, riesce ad
imitare postura, modo di parlare e comportamento, ed è quindi impossibile
da riconoscere, se non attuando un test del sangue per verificare se sono presenti
enti esterni. Comincia così a dilagare la paranoia, nessuno si fida più
di nessuno e la situazione diventa critica. Quando alla fine rimangono solo
due persone, il protagonista pilota Mc Ready e un suo amico, lo stabilimento
verrà distrutto per impedire alla Cosa di scappare, e i due sopravvissuti
vengono condannati a morire li, da soli.
La narrazione del capitolo precedente è necessaria per calare bene nel
contesto del gioco, che si può considerare un sequel, dato che prende
avvio qualche settimana dopo gli eventi del film. I protagonisti della storia
però cambiano tutti, dato che quelli del film sono tutti (presumibilmente...)
morti. Saranno però presenti molte citazioni e richiami che gli appassionati
del primo coglieranno con piacere (l'UFO costruito dalla Cosa, la vasca di ghiaccio,
lo stabilimento svedese, la registrazione di Mc Ready...). Interpreteremo quindi
il comandante di una nuova squadra di emergenza, mandata sul posto per cercare
di decifrare gli avvenimenti accaduti li. Dopo gli inizi poco promettenti (apparizioni
misteriose e cadaveri), comincerà nuovamente l'incubo.
Fin dall'inizio, è evidente il tentativo di mantenere l'atmosfera adottata
da Carpenter: un sviluppo iniziale lento ma inevitabile, che pone tutta un serie
di interrogativi e accumula tensione nel giocatore, fino all'apparizione del
mostro e la ricerca di risposte alle numerose domande. La cosa, però,
è riuscita solo in parte. L'inizio è molto teso e provoca una
grande ansia allo spettatore (merito di particolari inquadrature ed effetti
sonori posti molto sapientemente), ma da quando appare il primo alieno, l'atmosfera
precipita e si annulla. E tutto questo accade per un particolare inspiegabile:
nel film originale, l'alieno al centro delle vicende era solo UNO (da notare
l'articolo "LA" prima del sostantivo "cosa"): com'è
che adesso lo stabilimento è strapieno di centinaia di migliaia di alieni
che cercano di ucciderci? Ho capito che l'atmosfera andava un po' rinnovata,
ma in questo modo non parliamo più di gioco horror (è per questo
che ho indicato il gioco come un avventura). Rendere così numerosa e
ripetuta la presenza di avversari non fa che rendere il tutto un semplice gioco
di azione con qualche esplorazione da compiere per andare avanti. Questo fatto
viene incentivato inoltre dall'enorme presenza di munizioni e da una necessità
di curarsi che si farà sentire molto poco. Inoltre, una caratteristica
distintiva del primo film, l'esame del sangue (che è stato qui riproposto),
sarà completamente deleterio. Infatti (e io lo posso dire perché
mi è successo più volte) potreste essere in grado di avere un
riscontro negativo di un test su un vostro compagno, per poi fare un passo in
avanti, voltarvi, e trovare il vostro "amico" nelle sembianze di un
alieno alto tre metri. Mi spiegate perché li dovrei conservare con così
tanta avidità se poi non servono ad un tubo? Mistero. Inoltre, se si
vuole rovinare un atmosfera come quella de La Cosa trasformandolo in un gioco
d'azione, fatelo pure, ma perlomeno con classe! E non implementando un sistema
di puntamento che fa sprecare caricatori su caricatori! Difatti, per mirare
e sparare (anche nella versione PC, che però è da considerare
come un eccezione) sarà necessario premere un tasto di target sull'avversario,
che definire dannatamente impreciso è dire poco, in quanto non comprende
bersagli particolari come la testa o il busto e tende a mirare all'entità
nel suo insieme, con il risultato di farci colpire anche parti assolutamente
non vitali, come le braccia o le gambe - la versione PC fortunatamente si può
salvare, in quanto conta su un mod che permette di avere mirino libero (come
Max Payne). Questo difetto si fa soprattutto notare quando siamo circondati
da un infinità di mostri, che rende senza nessuna ragione tutto più
difficile (il punto in cui, all'interno di un laboratorio, saremo assediati
da migliaia di ragnetti provenienti da tutte le direzioni...). Un altro aspetto
de La Cosa, la fiducia, è stato sfruttato solo a metà.
Ovviamente, per andare avanti nel gioco, avremo bisogno dei nostri colleghi:
se ci ritroveremo davanti, per esempio, un sistema di sicurezza, dovremo chiamare
il tecnico affinché possa aiutarci a proseguire; se alcuni nostri membri
saranno feriti, sarà utile avere vicino un medico; se ci ritroveremo
a corto di munizioni, una spalla con la cartuccia carica farà molto comodo...
E' ovvio che, per essere un buon capo, si deve avere una gran influenza e ispirare
fiducia: dimostrarsi disponibili e amichevoli darà un risultato, puntare
la pistola alla tempia di un soldato troppo spaventato ne darà un altro...
Alla fine, se avrete un alto grado di fiducia, i vostri compagni interverranno
anche durante i combattimenti per aiutarvi, ma se non ne avrete nemmeno un po',
diventerete loro nemici al pari degli alieni del complesso. Anche se può
sembrare molto intrigante come sistema, vi garantisco che è stato troppo
semplificato. Gli atti in cui si può dimostrare fiducia sono molto ridotti,
e si mantengono al condividere oggetti e armi e ad essere loro di sostegno durante
gli scontri con gli alieni. E per perdere fiducia nei loro confronti bisogna
compiere delle vere e proprie sciocchezze (tipo sparare loro contro o non dare
loro dei medpac quando sono in fin di vita). Non avremo mai nessuna questione
morale da risolvere, e mai ci ritroveremo a fare i conti con la nostra coscienza.
E, anche se saremo quasi certi che un nostro compagno è una Cosa, sarà
meglio aspettare quando la Cosa stessa si manifesterà (tanto sarà
sempre così idiota da farlo quando saremo in gruppo): così eviteremo
di compiere qualche disgraziato errore o di ottenere effetti indesiderati.
Parlando invece del comparto grafico, c'è poco da dire: la Black Label
ha installato un buon motore grafico, che sa regalare dettaglio a sufficienza
senza pregiudicare la fluidità del gioco e senza richiedere sistemi troppo
potenti. Le animazioni facciali lasciano un po' a desiderare, presentando un
difetto già presente nel primo Max Payne (l'espressione sempre uguale),
ma non è un difetto che si fa notare.
Il comparto sonoro prevede un parlato completamente in italiano, che è
senza infamia e senza lode, come al solito nelle traduzioni nostrane. Alcuni
voci sono ben riuscite, ma altre suonano irrimediabilmente (scusate il gioco
di parole) "aliene" (ma voi ci vedete la voce del prof. Agasa di "Detective
Conan" affidata al volto rude del protagonista?). Le musiche invece non
hanno una gran presenza, e sono più che altro sotto forma di effetti
sonori o piccoli stacchi per provocare sorpresa. Da notare invece la canzone
presente nei titoli di coda, "After Me": se proverete a capirne il
testo, scoprirete che nessun altra canzone avrebbe potuto prenderne il posto.
La longevità del titolo si assesta su livelli medi: non è ne troppo
lungo, ne troppo corto, e in egual maniera non sarà mai ne troppo facile
ne troppo difficile, anche se alcuni punti saranno quasi impossibili da superare.
Grafica: 8
Giocabilità: 6
Sonoro: 7
Longevità: 7
Totale: 7
Morale della favola: La Cosa parte molto bene, ma durante il suo sviluppo, va fuori strada e non riesce più a recuperare la sua traiettoria. E' come un tema di italiano: si deve seguire la traccia, altrimenti... A parte i dubbi e le incertezze della struttura di gioco, resta comunque un gioco mediamente divertente e accettabile, soprattutto per i fan del film. Se siete rimasti interessati, vi comunico che da tempo è in edizione budget.