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The legend of dragoon

Autore: Dragoon89

The legend of dragoon Genere: GDR
Piattaforma: Playstation
Anno di uscita: 2000
Sviluppatori: Sony


The Legend of Dragoon è un GDR che nasce negli studi giapponesi della Sony in risposta al bellissimo lavoro della Squaresoft "Final Fantasy VII". Confronto azzardato, potreste dire voi. Ma in realtà non è esattamente così. The Legend of Dragoon è stato realizzato con grandissimo impegno da parte dei programmatori (oltre 100), e ha richiesto loro un lavoro continuato della durata di tre anni. Non è quindi corretto prenderlo sotto gamba, rimanendo troppo attaccati al seppur stupendo FF VII. Partendo dalla grafica, infatti, si scopre che LoD (Legend of Dragoon, da qui in poi così abbreviato) ha una grafica persino superiore alla fatica Squaresoft. I fondali sono molto più dettagliati e verosimili, e i personaggi, sebbene non siano molto ben realizzati, sono più proporzionati rispetto ai modelli "super-deformed" di FF VII. I fan di quest'ultimo potrebbero controbattere che, durante i combattimenti, i personaggi aumentavano incredibilmente di dettaglio, dando vita a degli spettacoli entusiasmanti. E' vero, concordo anch'io. Ma forse ignorano che anche in LoD si segue la stessa ideologia: così, mentre durante le esplorazioni i personaggi non fanno certo gridare al miracolo, nelle battaglie il livello di dettaglio aumenta nettamente, regalandoci dei modelli verosimili e molto ben realizzati. La differenza è tale che, per realizzare alcune scene non interattive del gioco, i programmatori hanno usato la grafica che si può notare negli scontri casuali, più adatta a far trasmettere l'emotività dello svolgersi della trama. Che è, oltretutto, la parte migliore gioco, riuscendo ad affrontare temi adulti senza cadere nel ridicolo, e a coinvolgere al massimo fino al suo termine. La trama è molto complicata da spiegare, in quanto è composta da moltissime leggende ed episodi che si coagulano fino a completare un bellissimo mosaico. 10000 anni fa, sulla terra di Endiness, il nulla regnava. Non esisteva nessuna forma di vita, e il pianeta era solo un arido ammasso di pietra. Ma il Dio Soa, stanco di questa desolazione, fece crescere sulla terra l'Albero Divino, un anorme albero i cui frutti contenevano i primi esemplari di numerose specie. La più potente, però, era quella degli Alati, esseri dotati di una grandissima forza magica e fisica. Utilizzando le loro indiscutibili abilità, gli Alati schiavizzarono tutte le altre forme viventi, e costruirono città nei cieli come segno della loro superiorità. Ma un giorno, stanchi dei soprusi e degli attacchi indiscriminati che venivano inferti loro, gli Umani si ribellarono al controllo degli Alati, dando inizio ad un immensa guerra civile. Gli Umani erano in netta maggioranza rispetto agli Alati, ma nulla potevano contro la loro potenza. Così, l'Imperatore Diaz riuscì a intrappolare le anime dei Draghi in sette pietre magiche, che davano potere, a chi veniva riconosciuto da esse, di trasformarsi in supremi guerrieri, chiamati Cavalieri Dragone. Gli Alati furono così spazzati via in una singola, furiosa battaglia, lasciando così spazio agli Umani, che si diffusero per la terra, diventando pian piano la razza dominante di Endiness. Oggi. La terra di Endiness è cambiata profondamente, ed è divisa in quattro continenti: Serdio, Tiberoa, Mille Sesau e il Confine Letale, territorio inesplorato in cui nessuno osa entrare. Nel continente di Serdio è in corso da tempo un guerra civile, nata a causa di un furioso litigio per la successione del regno. Infatti, quando il re Carlo morì, suo figlio, Albert, di soli sei anni, fu dichiarato legittimo sovrano dell'intero continente di Serdio. Il fratello di Carlo, Doel, adirato, creò un proprio esercito, con cui invase la parte occidentale di Serdio. Il continente è quindi separato da anni in due immensi territori: la regione democratica di Basil, con a capo il Re Albert, e l'impero tirannico di Sandora, con a capo l'Imperatore Doel. Un remoto paesino nella regione di Basil, un giorno, viene attaccata da uno squadrone di Sandora, che devasta il villaggio e rapisce una fanciulla, Shana, per motivi misteriosi. Il giorno dopo, torna dopo un volontario esilio Dart, un ragazzo che partì molti anni prima alla ricerca dell'assassino dei suoi genitori, il Mostro Nero. Venuto a sapere del rapimento di Shana, sua amica di infanzia, Dart si precipita subito verso la prigione dove è segregata. Ma è ignaro che da tempo è stato dato inizio ad una serie di eventi che cambieranno completamente le persone che incroceranno il suo destino e il mondo stesso. La trama è davvero scritta bene e nel suo svolgersi si ha l’impressione di assistere ad un grande kolossal fantasy o, se preferite, ad un epopea indimenticabile. Qua e la i dialoghi, fondamentali per comprendere ogni sfacettatura della storia, sono stati tradotti in modo un po’ sbrigativo, e ci capiterà quindi di assistere, per esempio, a degli errori di battitura, ma, fortunatamente, sono sporadici, e non pregiudicano lo scorrere del gioco, anche se è vero che possono essere molto fastidiosi, se confrontati con le traduzioni certosine dei capitoli di FF. Ad essere sincero, una delle più evidenti novità rispetto alla saga della Squaresoft sta proprio nei dialoghi, che, nei video e durante i combattimenti, saranno doppiati. E’ un peccato però osservare che i doppiatori scelti per la versione italiana non riescano assolutamente a rendere l’efficacia delle battute, regalandoci così uno spettacolo a volte ridicolo. Un'altra novità che propone LoD sta nel suo sistema di battaglie, che riesce a rendere tutto molto più interattivo e incalzante. Difatti, sebbene la maggior parte dei comandi siano forti debitori dei famosi sistemi di controllo di FF, il comando dell’attacco sarà gestito tramite le dotazioni, speciali attacchi propri dei personaggi, che andranno coordinati con la pressione di alcuni tasti. Ci apparirà sulla sinistra un quadratino, con all’interno il simbolo della X, mentre, contemporaneamente, da destra partirà un riquadro che andrà a congiungersi con l’altro fino a diventare esattamente congruente al quadratino a sinistra. Nell’esatto momento in cui questo accadrà, al giocatore verrà richiesto di premere il tasto X: se tutto andrà bene, l’attacco continuerà in base alla dotazione (le più semplici richiederanno una sola pressione, quelle più avanzate potranno chiederne fino a sei); altrimenti, l’attacco fallirà, e procureremo al nemico circa un quarto del danno totale. Ora, sebbene molte persone abbiano trovato questa soluzione interessante e dinamica, ce ne sono altrettante che la trovano molto meccanica e ripetitiva, dato che costringe ad avere sempre riflessi pronti per poter fare attacchi efficenti. Anche se mi trovo più d’accordo con la prima linea d’onda, devo riconoscere che, a volte, ho trovato questo sistema piuttosto seccante e, specialmente con le dotazioni finali, poco equilibrato rispetto agli attacchi primari. Ultimo argomento di cui parlare è la musica, che, come in ogni GDR che si rispetti, è ottimamente curata, e presenta molti temi che riescono a coinvolgere, affascinare, ma mai annoiare. Peccato per il “lato oscuro” del comparto sonoro, il doppiaggio (come ho già accennato sopra) che toglie profondità ad un gioco che, con poche aggiunte, sarebbe potuto diventare più grande di qualsiasi FF messo insieme. Piccolo appunto finale; la domanda che penso vi chiediate fin dall’inizio è: ma, in definitiva, Legend of Dragoon, è o non è superiore a Final Fantasy VII? Ora, sebbene io ritenga LoD superiore a quest’ultimo, presenta comunque una trama che, per quanto stupenda possa essere, non è profonda, enigmatica e avvincente come quella del prodotto Square, che si avvantaggia anche di approfondimenti psicologici molto verosimili e commoventi. Apparte questo, però, non c’è nient’altro in cui LoD viene superato…da FF VII. Se vi chiedete a cosa servano quei puntini, ecco qua la risposta. FF VII risente della sua vecchiaia, che non gli permette di potersi confrontare con la maggior parte delle novità di questo LoD (grafica migliorata, doppiaggio, sistema di battaglie ecc.). Il confronto su cui però crolla, è quello con FF VIII, secondo capitolo di questa saga ad uscire su Playstation, con cui la Squaresoft è riuscita a superare se stessa e la Sony. Non fraintendete però quest’ultimo pezzo: LoD è comunque un capolavoro, un GDR realizzato a regola d’arte che riesce a confrontarsi e ad uscire vincitore con una delle pietre miliari di questo genere.

 

Grafica: 8.5
Giocabilità: 8.5
Sonoro: 9 (musiche) / 6 (doppiaggio)
Longevità: 9

 

Totale: 9

 

Gioco bellissimo, che testimonia l’immane impegno dei programmatori per regalare un prodotto che sappia emozionare e divertire. Senz’altro meglio di FF VII, viene disintegrato però dalla magnificenza di FF VIII, che supera sotto ogni punto di vista il lavoro Sony.


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