Other Horizons - Videogames review & Media

Omicron: the nodam soul

Autore: Dragoon89

Omicron: the nodam soulGenere: Azione - Avventura
Piattaforma: PC - Dreamcast
Anno di uscita: 1999
Sviluppatori: Quantic Dream


Pensate al gioco più originale che avete provato negli ultimi tempi. Pensato? Ora ditemi: quel gioco doveva il suo stile di gioco ad un altro gioco ancora oppure aveva creato un nuovissimo a originale game design? Ora, non per essere presuntuoso, ma sono sicuro che la risposta sia la prima. Difatto, per quanto un gioco possa essere originale, deve la sua anima ad un altro gioco esistito prima di lui, e così via, fino ad arrivare al comune antenato: Pong. Bizzarro che da un gioco "sportivo" possano essere nati i GDR, i picchiaduro, le avventure grafiche, gli sparatutto... Alla fin fine, se ci pensiamo, tutto il panorama videoludico deriva da due stanghette e una pallina di colore bianco. L'unica cosa che un gioco può fare è cercare non di creare un nuovo genere a parte, ma di prendere delle tematiche già esistenti, approfondirle, e svilupparla affinchè altri sviluppatori possano fare lo stesso. Da questo punto di vista, The Nomad Soul è per me uno dei giochi più belli e originali mai creati. Ma procediamo con ordine: Nomad Soul offre uno spunto narrativo davvero bizzarro. Infatti, fin da quando selezionerete Nuova Partita, noi non avremo il compito di interpretare il protagonista di una storia già scritta, ma dovremo interpretare proprio noi stessi in una trama che ci procura sempre il dubbio sul fatto che quello che accade sullo schermo sia vero o no. Infatti, iniziando la nostra partita, un uomo di nome Kay'l ci chiederà di prendere possesso del suo corpo scambiando le nostre rispettive anime. Avvenuto questo, attraverseremo il portale da lui aperto fino a giungere ad Omikron, il mondo in cui vive Kay'l. Ogni volta che chiuderemo il gioco, lui tornerà nel suo mondo e noi nel nostro; ogni volta che lo accenderemo, avverrà il suddetto scambio. Purtroppo non avrà modo di dirci il perchè di questa affannosa richiesta: non avremo altra scelta quindi di farci catapultare nella sua dimensione e scoprire che cosa sta succedendo. Fin dal nostro arrivo, però, le cose precipitano: immediatamente veniamo attaccati da una misteriosa e orribile creatura, riuscendoci a salvare per miracolo; i nostri familiari e amici (o per meglio dire quelli di Kay’l) non sono a conoscenza della nostra reale identità e diventano sempre più sospettosi; i motivi della nostra presenza ad Omikron sono mistero e la scoperta di una realtà sul nostro “amico” rovesciano le nostre convinzioni da spettatore completamente. Impareremo in fretta che non possiamo più fidarci di nessuno e che siamo completamente soli in balia di un mondo assediato da un male sconosciuto (o ignorato?) alle autorità e alle altre persone, un male assoluto e terribile che viene a reclamare il suo premio: la nostra anima… La storia, per quanto complicata e bizzarra, è veramente un capolavoro di sceneggiatura, ed è una delle più originali mai viste negli ultimi anni. Non voglio raccontare troppo perché merita di essere vissuta in ogni suo piccolo risvolto e colpo di scena, e credetemi: ce ne saranno veramente tanti. L’atmosfera di un mondo oppresso da una dittatura che pochi vedono e decidono di combattere, l’emblema del male e dei ribelli (chiamati “Risvegliati”) che non trovano altra soluzione che rispondere con il male stesso sono piccoli tasselli di un mondo vastissimo e indimenticabile. Questo è reso possibile dall’incredibile motore grafico del gioco, che sebbene ai nostri occhi possa sembrare un po’ datato, vi assicuro che per l’anno in cui era uscito era qualcosa di incredibile: una città enorme, divisa in tre piccole metropoli, con passanti, macchine, negozi e appartamenti (tutti accessibili dal giocatore) e vie interminabili danno veramente la sensazione di assistere ad un mondo vivo, di cui noi siamo semplici spettatori, insignificanti rispetto alla magnificenza e alla grandezza dell’onnipresente Omikron, delle sue mecaguardie che scrutano ogni nostro movimento, dell’impossibilità di affermarsi su un intelligenza artificiale superiore, irraggiungibile e quasi pari ad un dio. I modelli poligonali sono realistici, i movimenti ancor di più grazie alla tecnica (ottimamenti utilizzata) del motion capture… E’ uno spettacolo per gli occhi che non può essere descritto. La catena dell’eccellenza di questo gioco continua con la sua giocabilità. Vi avevo accennato all’inizio dell’impossibilità per gli sviluppatori di creare un nuovo genere di gioco. E’ vero, ma nessuno vieta loro di poter cercare di fondere fra loro quelli già esistenti per creare una macedonia che impegni continuamente il giocatore in sfide sempre più impegnative. In particolare, durante il gioco, assisteremo a tre modi diversi di affrontare le situazioni che ci si pareranno davanti: picchiaduro, esplorazione e sparatutto. La sezione di esplorazione è quella principale, e grazie ad essa potremo esplorare la città, risolvere enigmi, ed in generale la parte “avventurosa” del gioco verrà affrontata in questa modalità. Per le sequenze di azione, invece, due saranno le modalità possibili: quella sparatutto, che si avvierà principalmente quando dovremo entrare nel vivo delle missioni che ci verranno assegnate, e in cui dovremo muoverci con visuale in prima persona evitando i colpi avversari e cercando di portare a casa la pelle. La terza ed ultima, forse quella più complessa e articolata, è quella del picchiaduro: partirà principalmente con i boss del gioco (come ad esempio il criminale più forte di una banda che abbiamo precedentemente sconfitto con la modalità sparatutto), oppure quando vorremo allenarci per diventare più forti. Sebbene la sua grande difficoltà, si nota fin da subito il grande impegno che gli sviluppatori ci hanno messo per renderla il più realistica e appagante possibile: saranno disponibili una moltitudine di prese, combo e colpi speciali, e come se non bastasse, allenandoci nelle apposite locazioni, potremo far progredire il nostro personaggio per renderlo più resistente, veloce, potente ecc. La sua realizzazione si deve alla già accennata tecnica del motion capture, che è stata utilizzata su campioni mondiali di varie arti marziali per poter introdurre diverse tecniche di combattimento nel gioco. Ma, se la sezione picchiaduro ed esplorazione sono state realizzate alla perfezione, mi duole affermare che la parte sparatutto non ha ricevuto la stessa cura: infatti, per la modalità in prima persona, e per la grafica che si può essere dettagliata, ma che per la grandezza degli ambienti risulta molto confusionaria, risulta molto difficile orientarsi e trovare la direzione giusta per arrivare alla fine della missione. Questa cosa è molto frustrante e gli sviluppatori avrebbero fatto meglio a rivedere meglio questa parte prima di completarla, ma alla fin fine è solo un neo che, per quanto fastidioso, non risulta compromettente per l’esperienza di gioco in generale. Le ultime cose da dire sono altri punti a favore per Nomad Soul: il gioco è stato completamente sottotitolato in italiano, e anche se il doppiaggio resta inglese, non ci si può certo lamentare dell’enorme qualità delle voci originali, che sono credibili e molto espressive. Quasi tremo al pensiero di come sarebbe potuto peggiorare il comparto sonoro per i maldestri doppiatori italiani che spesso tolgono potenza e enfasi alle battute dei personaggi. Le musiche non sono assolutamente da meno, e risultano sempre d’atmosfera e inclini al clima psicologico del gioco. Un piccolo appunto: nel gioco sono presenti anche delle canzoni del famosissimo David Bowie, che appare anche in una piccola particina…veramente stupendo! Infine sono contentissimo di annunciarvi che Nomad Soul ha una longevità veramente enorme: il gioco si snoda in tre CD pieni zeppi di avventure e segreti da scoprire, e la storia contribuirà a tenervi continuamenta ancorati alla sedia nel tentativo di scoprire il segreto che cela la terribile Omikron.

 

Grafica: 10
Giocabilità: 9
Sonoro: 10
Longevità: 9

 

Totale: 9.5

 

Morale della favola: The Nomad Soul è un gioco bellissimo, originale sotto tutti i punti di vista e capace di appassionare per un sacco di tempo. E’ molto difficile da reperire, vista la sua età, ma vi consiglio lo stesso di cercarlo perché merita veramente di essere riscoperto e vissuto fino alla fine.


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