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Star Wars Bount Hunters

Autore: Dragoon89

Star Wars Bount HuntersGenere: Azione - Avventura
Piattaforma: Playstation 2 - X-Box - Gamecube
Sviluppatori: Lucas Arts
Anno di uscita: 2002
Lingua: Inglese (?)


Quelli di voi che sono appassionati di Star Wars, di certo conosceranno a menadito le vicende legate a figure leggendarie come i Jedi e i Sith. Protagonisti di mille avventure, si puó tranquillamente dire che siano loro gli emblemi di questa celeberrima saga. Ma l´universo di Star Wars, in realtá, é molto di piú. Si tratta di un immensa cronologia, stra colma di avventure, che coinvolge personaggi di entrambi gli schieramenti, di tutte le razze e professioni. E allora, cosa succede se per una volta si desidera di immergersi non nei blasonati panni dei Jedi, ma di una di queste figure esterne? Succede che probabilmente Lucas Arts fiuta una buona pista per produrre l´ennesimo videogioco tie-in di genere azione - avventura! Ma, quando normalmente assistiamo a porting poco riusciti o assolutamente orrendi, questa potrebbe essere la volta buona...

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...
Come in ogni gioco basato su Star Wars che si rispetti, anche questo comincia con la fatidica frase, famosa fin dalla sua primissima apparizione: "A long time ago, in a galaxy far, far away..."
La storia si svolge fra Episodio I, ed Episodio II: dopo la Guerra di Naboo, la Repubblica é sull´orlo del collasso.
E qui ci stá un, "MA VA???".
La Repubblica di Star Wars ha visto piú crisi e rischi di crolli di un budino esposto al sole, o se vogliamo, di un castello di carte costruito a testa in giú, ma dopotutto il pretesto é sempre buono.
Il disordine vaga nella galassia, e attivitá illecite si svolgono ad ogni angolo del ecc. ecc., avete capito.
Ma, attenzione, ora arriva la parte interessante.
Il Conte Dooku, ex Jedi deluso dall´attitudine del Consiglio a sottostare alla corrotta Repubblica, divenuto discepolo del maestro Sith Darth Sidious, con il nome di Darth Tyranus, viene incaricato dal maestro di uccidere una giovane Padawan rinnegata che ha istituito una banda di criminali, la quale ostacola i piani di dominio dell´Oscuro Signore (ancora non mi é chiaro perché Sidious, che é stato in grado di tenere a bada Yoda, si sia ca**to addosso alla notizia di una Padawan capricciosa, ma vabbé, dettagli). Allo stesso tempo, Dooku riceve l´incarico di trovare una razza capace e forte da usare per creare un armata di Cloni. Tyranus, che alle elementari ci é andato e se la cavava anche piuttosto bene, non fosse stato per quel prof di Ginnastica che gli dava sempre note per crisi di cinismo e disillusione patologica, fa 2 + 2, e dopo aver osservato che nei suoi calcoli fa 5, si preoccupa per la vecchiaia incombente e mette una taglia sulla testa della giovine, affinché qualcun altro si prenda la patata bollente in mano. Ah, certo, e ovviamente chiunque sia cosí forte da poter sconfiggere una Jedi, sará ovviamente una cavia perfetta da cui poter creare un armata di Cloni.
Furbo, eh?
Ma la taglia fa gola a molti, e non solo a Tyranus che vorrebbe ma ormai c´ha pure la sua etá poretto lui, ma pure a niente popó di meno che Jango Fett (il padre del famoso Boba Fett), ex soldato Mandaloriano, noto come il piú letale cacciatore di taglie della galassia. E, ovviamente, al suo piú acerrimo nemico, nonché ad una cacciatrice apprendista di cui ci conquisteremo gli aiuti...
Che la caccia abbia inizio!

Facciamo roteare le nostre rivoltelle...
...oh, perdonatemi, non siamo nel Far West, ma Jango Fett, sebbene calato in una corazza futuristica al posto che in un poncho, e dotato di blaster e mille altri gadget invece di due vecchie Colt, ricalca e richiama alla mente i pistoleri dei tempi andati. Con le sue battute e sentenze ciniche, il suo modo di fare sempre carismatico, sebbene a volte deplorevole, Jango é una figura molto ben riuscita, alla quale ci si affeziona presto e causa tristezza pensando alla sorte che lo attende.
Ma, tralasciando le note sentimentali, parliamo di come si muove il nostro "eroe". Il sistema di controllo é molto semplice, immediato e tipico: dirigeremo i movimenti con lo stick analogico sinistro, mentre con quello destro faremo roteare la telecamera a nostro piacimento. Tramite i quattro tasti sulla destra, Jango effettuerá azioni base, fra cui salto, interazione con l´ambiente che lo circonda, sparo ecc. La gestione delle sparatorie é piuttosto semplice, idealmente: basta tenere premuto il tasto mira (R1), e Jango mirerá ai nemici che riterrá essere le minacce piú incombenti. La cosa, per quanto ci semplifichi il compito di mirare manualmente, a volte ci dá anche seri grattacapi, poiché se un nemico in lontananza ci sparerá con blaster pesanti, o addirittura con lanciarazzi, molto probabilmente Jango non li calcolerá e continuerá a mirare verso nemici piú vicini, ma anche meno pericolosi. Toccherá quindi mettersi al riparo e tentare di essere veloci attivando la prima persona con R2, tramite la quale saremo in grado di dirigere i colpi dove vorremo noi. Inutile dire che questo processo é abbastanza complicato, per via dell´imprecisione degli stick, ma con il tempo ci si abitua.
Accanto a comandi per lo sparo dubbiosi, ma nonostante tutto efficaci, troviamo la vera innovazione in un gameplay che altrimenti risulterebbe datato e non interessante: il jetpack di Jango. Tenendo premuto L1, Jango puó volare e raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili, certo se questi sono alla portata dei suoi reattori, che sebbene si ricarichino costantemente, non reggono una "volata" troppo lunga. É quindi consigliabile calcolare bene tempi e distanze, anche se non si deve dimenticare che questo gioiellino é capace di cose prodigiose. Questa funzione é a volte essenziale nell´esplorazione dei livelli, e non lo é di meno nei combattimenti: restare a terra in balia dei nemici sará un metodo fin troppo facile per vedere comparire la scritta "Game Over", soprattutto nelle sfide piú avanzate. Volare di qua e di lá, invece, ci renderá piú veloci e, ovviamente, bersagli piú difficili.
É da tenere a mente, inoltre, che Jango dispone un ampio arsenale di armi che gli renderanno la vita molto piú comoda, in certe situazioni: é vero che i suoi blaster hanno munizioni infinite, ma contro certe armate che ci verranno contro saranno necessari lanciarazzi, fucili blaster pesanti, granate e altro ancora.
Il resto degli accessori consiste in un lanciafiamme, una fune, un radar-taglie, "freccette" di metallo e una fiamma ossidrica. La fune ci servirá per legare istantaneamente i nostri nemici senza ucciderli: l´utilitá della cosa risiede nel fatto che, essendo Jango un cacciatore di taglie, durante il gioco avrá la possibilitá di catturare criminali e guadagnarne la taglia. Per fare ció, sará prima necessario riconoscere i criminali utilizzando l´apposito radar-taglie, e dopodiché controllare se il ceffo sará ricercato vivo o morto...esatto, é qui che entra in gioco la fune. Perché se é vero che, spesso, non sará necessario catturare vive le vostre prede, é anche vero che la ricompensa sará piú alta in caso di "mancata uccisione". Insomma, dipende un po´ da voi: se volete essere meticolosi cacciatori, suggerirei un approccio piú professionale, se non ve ne importa potete semplicemente incenerirli a colpi di blaster, e ignorare la taglia.
A parte lievi escursioni ed obiettivi secondari, tuttavia, Bounty Hunter si gioca come un comune gioco d´azione, in cui si affrontano livelli pieni zeppi di nemici, con alternanza di piccoli "enigmi" di esplorazione. Come detto prima, a dargli un sapore piú gradito sono alcuni ingredienti permessi dall´universo fantascientifico, e l´aroma della saga di Star Wars.

Specchio specchio delle mie brame, chi é il piú bello del Reame?
Sicuramente non Jango, che é lungi dal partecipare ad un concorso di bellezza, ma la famosa corazza fa la sua bella figura. La grafica che incornicia questo Bounty Hunter non é affatto male: fluida, ben dettagliata e con un discreto numero di texture: anche se non é eccellente svolge bene il suo lavoro. Le ambientazioni, in particolare, sono ricreate molto bene, e richiamano alla mente situazioni ben note e viste nei film. Coruscant, per esempio, é molto evocativa, e volare fra i suoi palazzi con il jetpack (rallentate le fantasie: si puó andare solo dove si deve andare) osservando macchine sfrecciare, e passanti camminare fra negozi e locali, fa la sua impressione sui fan. Altre locazioni appaiono meno ispirate, mi viene in mente lo stadio all´inizio e la Prigione Asteroide verso metá, ma sono accettabili nonostante tutto.
Un altro fattore molto positivo sono i filmati e le scene animate, abbondanti, molto ben dirette, di grande stampo cinematografico e di ottimo aspetto, soprattutto nel caso dei filmati.
Ovviamente, il sonoro é l´ingrediente migliore, per quanto riguarda un aspetto prettamente tecnico. Musiche tratte dai film, doppiaggio stellare e buoni effetti sonori incorniciano ed esaltano le nostre imprese sullo schermo.

La caccia ha inizio! ...ma come, giá finita?
Dunque, finora Bounty Hunter é un discreto gioco d´azione che, pur non risultando una pietra miliare, diverte, intrattiene e interessa il giocatore. La trama, per quanto abbia a volte dei buchi di logica, é interessante per i fan, poiché spiega e fa luce su interrogativi che potevano essere balenati nella mente di alcuni. A me personalmente no, perché si parla comunque di faccende secondarie, ma un pizzico di cultura generale non guasta.
Ora, arriviamo al vero limite di questo titolo: la caccia piace, per caritá, ma dura abbastanza poco. Il gioco contiene 5 capitoli, suddivisi in 20 livelli in totale. Non poco, ma nemmeno tantissimo, tant´é che, in metá settimana, sarete giá a metá avventura, la quale nella sua totalitá non dovrebbe impegnare piú di 10, massimo 15 ore. Non dubitate peró che durante la vostra avventura ci siano momenti abbastanza complessi: uno per tutti, la Prigione Asteroide, lunga, dannatamente difficile e strapiena di nemici. Tranquilli, alla fine ne uscite, ma preparatevi ad epiteti di vario genere…
Ormai questa brevitá é diventata il canone per le avventure moderne, ma ancora non mi rassegno al “fatto” che questa sia una durata accettabile. Fortunatamente, il gioco é ormai da tempo in edizione budget, quindi le avventure del cacciatore di taglie spaziale non vi saranno troppo care.

Grafica: 7,5
Giocabilitá: 7
Sonoro: 9
Longevitá: 6
Totale: 7

Morale della favola?
La morale della favola é molto semplice, non essendo io Andersen, o uno dei due fratelli Grimm. Bounty Hunter é essenzialmente un gioco indirizzato ai fan, che fa dell´immediatezza e della non complessitá la sua bandiera, e forse, anche il suo punto forte. É facile quindi affezionarsi a queste avventure, ma chi cerca qualcosa di piú complesso, forse dovrebbe guardare avanti. Per tutti gli altri, l´acquisto di Bounty Hunter é consigliato e non, dipende un po´ dai vostri gusti, e soprattutto, dalla vostra passione per Star Wars. Se non vi dispiace passare qualche ora sparando all´impazzata, scoprendo nel frattempo cose che stuzzicano il vostro interesse, allora qui andate sul sicuro.
Vi ricordo, peró, che Knights of the Old Republic, I e II, restano i due migliori giochi di Star Wars attualmente disponibili.


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